giovedì 31 marzo 2011

Budino alla mandorla con ricotta e canditi


Recipe in English

Domanda: I blog di cucina fanno ingrassare?
Risposta: Dipende.
Se la domanda è riferita a chi li cura, probabilmente si, sopratutto se si sperimenta molto...insomma, tutta quella roba che abbiamo cucinato qualcuno se la dovrà pur mangiare, no?!
A meno che non siate una di quelle persone diciamo, gourmand di facciata. Ne ho conosciuti tanti! Sedicenti epicurei, intenditori di vini, esperti di ristoranti, conoscitori dei piaceri, salvo poi, quando si arrivava al dunque, fare un passo indietro e saltare la degustazione, rinunciare all’aperitivo, declinare l’invito a pranzo perché non bevevano, oppure erano allergici, o dovevano scappare via per non perdere il treno. Per forza che erano magri! Non mangiavano mai!
Se invece ci chiedessimo se i blog di cucina fanno ingrassare i lettori, la domanda meriterebbe una risposta un po’ più articolata. Per prima cosa bisognerebbe dividere i lettori in due gruppi: i lettori occasionali, coloro che spinti dall’esigenza di conoscere la ricetta x capitano nei vari siti, carpiscono le informazioni e fanno ritorno sereni alle loro cucine, e i lettori che potremmo definire motivati, tutti quelli che, ipnotizzati dalle immagini di cibo, l’elemento più importante dei siti dedicati, si trasformano in avidi consumatori di post di ricette, di blog di cucina.. e ce ne sono certi così belli! Le immagini così perfette, così invitanti, sulle quali aleggia però, impalpabile, il fantasma del digiuno e della rinuncia. Manierismo in gastronomia lo chiamerei. Li riconosci subito, pallidi invitati al convivio globalizzato delle stesse ricette, delle stesse inquadrature, degli stessi allestimenti, delle stesse scelte linguistiche...
A partire dagli anni sessanta in Italia l’immagine è divenuta elemento sempre più importante nelle pubblicazioni gastronomiche, per motivazioni che sembrerebbero avere a che fare con il cambiamento della percezione del corpo, desiderato sempre più magro proprio quando finalmente la fame era stata vinta e ci sarebbe stato cibo in abbondanza per tutti.
Come l’immagine del sogno sarebbe talvolta compensatoria di un desiderio, così la fruizione del cibo virtuale, offerto per immagini prima dai ricettari illustrati, ora anche e sopratutto dai vari siti dedicati, diverrebbe sostitutiva, si direbbe, di un pasto mai fatto.
Seguendo questo ordine di idee si capisce allora come mai, in maniera sempre più insistente si parli di food porn, anche se confusamente. L’essenza di questa pornografia sarebbe nella prevalenza dell’immagine sulla parola (la ricetta diviene a questo punto secondaria, un po’ come il dialogo in un film a luci rosse), vissuta come piacere virtuale, solitario (una persona davanti ad uno schermo di computer e non a un piatto concreto, in un ristorante vero e proprio, insieme ad amici in carne e ossa), e avrebbe come oggetto una serie di situazioni e di messe in scena fortemente codificate (la tavola apparecchiata, la pietanza che cuoce nel tegame, gli sfornati posti a raffreddare su una griglia...), oltre che inquadrature tendenti alla frammentazione dei soggetti in campo.
La fruizione stessa delle immagini di cibo attraverso le possibilità offerte dal web, parcellizzata, virtualmente infinita ma tutto sommato ripetitiva, richiama a quella dell’altra pornografia, dove non è importante il susseguirsi logico delle vicende - come nel sogno - ma la possibilità di poter assistere ripetutamente alle situazioni erotiche preferite.
Così, come in un gioco di scatole cinesi, è facile intuire che molti dei lettori dedicati siano a loro volta anche gli autori dei vari siti, in perenne equilibrio fra eccesso e compensazione.

Veniamo alla ricetta, il motore inconsapevole di tutta questa disquisizione, e ai suoi canditi.
Volevo creare un piccolo, veloce dessert in cui ci fossero anche loro e così, ecco saltar fuori dalla pentola questi budini di semolino addensato nel latte di mandorla e arricchiti con una cucchiaiata di ricotta freschissima. E i canditi? I vituperati canditi, i dimenticati canditi, da quando una qualche ricerca di mercato avrebbe rivelato all’industriale del panettone di turno che i giovani non amano questi affascinanti complementi dal glorioso passato ... ma è proprio vero, o è stata la pubblicità a convincerci che non ci piacevano più?

Ingredienti per due budini

pasta di mandorla 65 gr
semolino 20 gr
ricotta freschissima artigianale 100 gr
canditi misti

Sciogliere la pasta di mandorla in 250 ml di acqua.
Scaldare il latte di mandorla sul fuoco e quando arriva a bollore versare a pioggia il semolino, poco per volta, mescolando.
Continuare la cottura per pochi minuti, sempre mescolando, quindi spegnere il fuoco e versare nei bicchieri.
Lasciare raffreddare e addensare, coprire con una cucchiaiata o due di ricotta e guarnire con i canditi.


Semolina pudding with almond milk, ricotta and candied fruits


almond paste 65 gr
semolina 20 gr
artisanal ricotta 100 gr
candied fruits

Melt the almond paste in 250 ml of water.
Heat the resultant almond milk in a saucepan and when it comes to a boil pour in the semolina, a little at a time, stirring constantly.
Continue cooking for a few minutes, stirring constantly, then turn off the heat and pour into glasses.
Allow to cool, cover with a spoonful or two of ricotta and garnish with candied fruit.

serves two


3 commenti:

  1. Lilla, my mom would love if I made this for her! It looks so pretty and delicious!

    xx,
    Tammy

    RispondiElimina
  2. This looks gorgeous! I'm sure it was absolutely delicious, as well! =)

    RispondiElimina
  3. @ Tammy: let my know about your pudding...un bacione
    @ Peggy: Thanks:) I like your blog!

    RispondiElimina