venerdì 5 novembre 2010

Gelatina di cotogne


Già da tempo il Diario Gastronomico non propone una ricetta dal gusto dolce. Ecco dunque il giusto rimedio, estratto da La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi. Si tratta di una conserva, la gelatina di cotogne, che ben si presta, oltre che come complemento di dolci merende, anche come accompagnamento a formaggi e piadina.

Prendete cotogne di buccia gialla, che sono più mature delle verdi, tagliatele a fette grosse mezzo dito, escludendo il torsolo. Ponetele al fuoco coperte d’acqua e, senza toccarle mai col mestolo, fatele bollire coperte finché non sieno ben cotte. Versatele allora in uno staccio fitto fitto sopra una catinella per raccogliere tutta l’acqua senza strizzarle. Pesate cotest’acqua e rimettetela al fuoco con altrettanto zucchero bianco fine e fatela bollire a cazzaruola scoperta, nettandola dalla schiuma, fino al condensamento, il che si conosce dalla piccola perla che comincia a fare lo zucchero, oppure se, versatane qualche goccia su di un piatto, non iscorra di troppo.

Invasare la gelatina ancora liquida e caldissima. Come suggerisce l’Artusi, la polpa, benché sfruttata, potrà essere usata per confezionare una marmellata, che risulterà comunque poco saporita.


Quince Jelly

Cut in slices the quinces and put them in a saucepan covered by water.
Put it on the fire with a lid and boil until the quinces become soft.
Filter the liquid and add the same weight of sugar.
Put again the liquid on the fire and continue to boil until, putting a drop on a cold plate, it becomes dense.

2 commenti:

  1. Le adoro le mele cotogne.... meravigliosa gelatina!!!...se le trovassi... ci provo!

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