martedì 6 luglio 2010

Mutabbal

Recipe in english

Oltre ai libri e alle riviste di cucina esistono dei ricettari che non è possibile acquistare, mai stati stampati ma non per questo meno preziosi degli altri: sono le raccolte di ricette che formano il sapere e le tradizioni culinarie di una famiglia. A volte si tratta di fogli sparsi compilati nel corso degli anni nelle occasioni più disparate, a volte di ordinati quaderni ricopiati in bella scrittura, a volte di memorie precise che attendono solo di essere interrogate per venire condivise. Talvolta, in un tempo più lontano dal nostro, le madri delle spose provvedevano a stilare l'elenco delle ricette ritenute fondamentali in un taccuino per la figlia che si apprestava a dare vita a una nuova famiglia.
L'importanza di queste risorse è evidente: ci permette infatti di conoscere le tradizioni gastronomiche in maniera più concreta, più immediata, più viva rispetto all'immagine limitata offerta per forza di cose da un libro stampato o dalla pagina di una rivista.
Alcuni anni fa partecipai all'organizzazione di un evento culturale dedicato alla poesia del trovatore armeno Sayat – Nova nella città di Bologna e in quella occasione, dove indossavo il grembiule della cuoca per aiutare due brave signore ad organizzare il buffet, ho avuto l'occasione di apprendere dalla loro viva voce le principali preparazioni della cucina armena. Al termine di due giorni di intenso lavoro si era stabilito fra noi, malgrado le differenze di età e di esperienze di vita, una grande affinità e così, al momento del congedo, mi fecero dono del loro libricino autografo dove erano state ricopiate le ricette da realizzare per quell'evento.
Le ricordo sempre con affetto quando mi accingo a preparare piatti come il mutabbal, l'ottima crema di melanzane diffusa in tutto il medio oriente.

La ricetta

quattro melanzane
quattro cucchiai di crema di sesamo o tahina
due spicchi d'aglio
succo di limone
sale
harissa
olive nere per guarnire

Arrostire le melanzane su una piastra girandole di tanto in tanto fino a quando non diventano all'apparenza flosce e bruciacchiate. Eliminare la buccia e frullare la polpa. Unire a questa purea la crema di sesamo, il succo di limone, l'aglio, il sale e, se desiderato, un po' di harissa. Sistemare in un piatto e decorare con le olive nere. Servire con il pane.



Mutabbal


four eggplants
four tablespoon tahini
two cloves of garlic
lemon juice
salt
harissa
black olives to garnish


Roast the eggplants on a skillet grill turning them until soft and blackened. Discard the skin and mix the pulp in a food processor with tahini, garlic, salt, harissa and lemon juice. Garnish with black olives. Serve with bread.

6 commenti:

  1. Vero quel che dici...io conservo vari fogli di mia mamma...scritti a mano!!! ...poi ci son le ricette scambiate, scritte su fogli o tovaglioli tra amici... forse son le ricette più preziose!!!
    Buona questa mutabbal, ricorda il baba ganoush arabo... mi piace il tocco delle olive in questo!
    bacioni

    RispondiElimina
  2. E' buonissima, ho imparato a farla anche io ad un corso di cucina egizia...

    RispondiElimina
  3. Due commenti in un giorno...grazie ragazze!!
    Terry: a pensarci bene anche i nostri post sono un po' la versione elettronica di quei famosi foglietti; i blog di cucina sono una risorsa incredibile di informazioni, ricordi, racconti...quando non sono vuoto esibizionismo di ricette alla moda:P
    Ciao Sara! Seguo il tuo blog: belle foto e scritto benissimo. Grazie per avermi linkato!!

    RispondiElimina
  4. Ciao Lilla. Grazie per i complimenti che apprezzo decisamente, soprattutto quelli relativi a come scrivo. Tutti si preoccupano di come fanno le foto e io di come metto le virgole :D. Sarà deformazione professionale(anche se i refusi non mancano mai).
    Mi piace il tuo blog. La scelta realtiva al mio blogroll è stata precisa: solo blog che seguo realmente e non l'elenco del telefono. E sul motivo per il quale mi piaccia più un blog di un altro questo non dipende solo dalle ricette proposte, ma dallo stile, dall'impostazione grafica e soprattutto dal modo di narrare, che mi dice molto di chi ho dall'altra parte della rete.
    Mi piace il tuo stile storicizzante e i riferimenti colti ma anche l'uso sapiente della punteggaitura.
    a presto

    RispondiElimina
  5. Ciao Giordy, benvenuta anche a te!

    RispondiElimina